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Visualizzazione dei post da dicembre, 2020

PEDAGOGIA: VERIFICA PAGINA 355-356

  PEDAGOGIA VERIFICA PAGINA 355-356 1 1 Severe misure contro l’inadempienza dell’obbligo scolastico furono prese nel 1877 in Italia dal ministro Coppino. 2 La durata dell’obbligo scolastico era nel 1877 e di sei anni e fu portata a otto dopo il 1904. 3 Una delle conseguenze della diffusione dell’istruzione elementare in Italia tra la fine dell’ottocento e l’inizio del 900 fu il rafforzamento dell’influenza dello Stato liberale sulla società. 4 La figura del docente di ginnastica fu prevista nelle scuole italiane a partire dal 1878. 5 L’igiene compare nei programmi scolastici della scuola elementare nel 1894. 2 -Alfabetizzazione: alfabetizzazione significa considerare la molteplicità dei processi con cui ci si impadronisce dell’leggere, scrivere e far di conto. -Scolarizzazione: con il termine scolarizzazione si indica invece in modo più specifico la frequenza della scuola. -Censimento: Rilevazione statistica diretta ad accertare l'entità e le condizioni di un fatto collettivo o di...

PEDAGOGIA: DOMANDE PAGINA 346-347-350-353

  DOMANDE PEDAGOGIA PAG 346-347-350-353 346 1 La leva militare obbligatoria favorì l’unificazione e l’istruzione dei giovani italiani perché offriva loro l’opportunità non solo di partecipare alla retorica patriottica, ma anche semplicemente di entrare in contatto con i coetanei di regioni diverse. 2 Le principali difficoltà per aumentare il livello di alfabetizzazione della popolazione italiana furono: l’arretratezza dell’economia, la povertà delle popolazioni, l’indifferenza dei genitori, l’ostilità di una parte del clero e i timori della stessa classe dirigente che l’eccessiva familiarità con il leggere, lo scrivere e il far di conto potesse scatenare conseguenze sociali imprevedibili. 3 I termini alfabetizzazione e scolarizzazione sono sinonimi perché entrambi si riferiscono al progresso associato alle scuole. 347 1 Il modello educativo ottocentesco differisce da quello dei secoli passati poiché era legato ad esempio a una frequenza obbligatoria degli alunni e le scuole non ...

PEDAGOGIA: LE NUOVE PROFESSIONI EDUCATIVE

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I cambiamenti che percorsero l'Italia alfabeta furono segnati anche da importanti trasformazioni riguardanti la figura educativa impegnata nel campo dell'istruzione e dell'educazione. La principale fu rappresentata dal costituirsi della moderna figura del maestro elementare, si costituì infatti un gruppo di persone professionalmente dedicato all'insegnamento primario: a tal fine essi seguivano un regolare percorso di studi, godevano di un trattamento che permetteva loro di vivere della loro di vita di docente, si organizzavano in associazioni e cominciavano a identificarsi in una vera e propria professione. Ben presto ai maestri si affiancarono le maestre. La crescita delle insegnanti donne fu impetuosa. Esse si avvantaggiarono del fatto che la professione magistrale si rivelò sempre meno attraente per gli uomini per vari motivi: come la disponibilità di altri impieghi pubblici e gli stipendi poco allettanti. Le maestre inoltre sembravano più adatte occuparsi dei bambin...

PEDAGOGIA: LA DIFFUSIONE DELLA SCUOLA

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Se si voleva sconfiggere l'ignoranza occorreva agire anche sugli adulti. Tra ottocento e primo novecento si moltiplicarono le iniziative per scolarizzare quote significative di adulti analfabeti. Una delle più significative iniziative fu l'istituzione delle scuole per soldati, le cosiddette scuole reggimentali. Altri luoghi dell'educazione adulta furono ad esempio le scuole serali e festive. Queste scuole erano finanziate in genere, non dallo stato, ma da comuni e privati ​​che intendevano diverse posizioni culturali, politiche o religiose; erano gestite dai maestri dalle maestre che la mattina insegnavano i bambini. Particolarmente attive in questo secolo furono inoltre le società di mutuo soccorso, soprattutto fra gli operai e gli artigiani. Attraverso l'istruzione e la preparazione al mestiere, le società di mutuo soccorso puntarono uno stimolare nei ceti artigiani e operai una mentalità fondata su un rapporto stretto fra il lavoro manuale e le cognizioni tecniche e ...

PEDAGOGIA: LE VIE DELL'ALFABETO

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Nell’ottocento i governanti si trovarono di fronte alla necessità di dar vita a una cittadinanza comune tra abitanti che spesso si sentivano ancora ‘sudditi’ più che cittadini. Le vie dell’alfabeto furono subito individuati come particolarmente idonee per creare un tessuto omogeneo finalizzato a tenere insieme visti che si sentivano più legati a vincoli locali che nazionali. Durante il novecento l’Italia compì un decisivo passo verso l’alfabetismo, allineandosi a quanto stava accadendo già da tempo nei paesi europei più sviluppati sul piano economico e civile. Il primo censimento nazionale, svoltosi nel 1861 (operazione attraverso la quale si rileva un determinato fatto collettivo) documentò l'ampiezza del fenomeno dell'analfabetismo. In Italia, solo 6 milioni di persone erano dichiarate alfabete, mentre il resto, ossia più di 17 milioni di italiani erano ancora analfabeti. Quarant’anni più tardi, nel 1901, gli analfabeti costituivano ancora circa il 50% della popolazione. Eran...

PEDAGOGIA: VERIFICA PAGINA 320-321

  Pedagogia verifica pag 320-321 1 1 secondo Vincenzo cuoco, un sistema educativo nazionale rivolto anche al popolo favorirebbe la condivisione di valori civici e la difesa dell’ordine sociale. 2 Per Giuseppe Mazzini l’educazione popolare era indispensabile per formare la coscienza dei giovani, e per coinvolgerli nei mutamenti sociali e nazionali dell’epoca. 3 la più importante esperienza di pedagogia povera di questo periodo vide come protagonisti dongiovanni bosco e la società salesiana. 4 Uno dei pilastri delle iniziative educative promosse dai socialisti fu l’accostamento tra cultura e prospettiva rivoluzionaria. 5 la legge Casati, che costituisce il nucleo fondativo del sistema scolastico nazionale, risale al 1859. 2 religione civile: religione civile si riferisce a quel processo culturale con cui, all'interno di una comunità, si crea e si elabora un patrimonio condiviso di pratiche rituali collettive, valori, lessici, simboli, credenze ideologiche, attraverso cui uno stato,...

PEDAGOGIA: DOMANDE PAGINA 314

  Domande pag 314 1. Gli educatori di formazione cattolico liberale ritenevano possibile la conciliazione tra fede religiosa e liberalismo politico. I valori religiosi costituivano l'antidoto contro liberalismo anticlericale, inteso come l'insieme di interessi secondo i quali la cultura che i liberali difendevano era sostenuta da valori laici. 2. Le conclusioni pedagogiche e didattiche a cui conduceva la filosofia rossiniana riguardavano i concetti di intelligenza, sentimento e volontà. L'uomo è infatti costituito nella totalità del suo essere dalla capacità di intendere, di sentire e di volere. Queste tre parti formano una perfetta volontà nella quale ad essere decisiva è la volontà: tramite il perfezionamento della volontà si perfeziona infatti l'uomo che viene educato moralmente e dunque integralmente. 3. L'educazione era vista come un diritto inalienabile della persona, in quanto veniva intesa come perfezionamento dell’individuo. L'educazione e l'istru...

PEDAGOGIA: DOMANDE PAGINA 312

  Domande pedagogia pag 312 1 le dificoltà erano molte ma tra le più problematiche vi era l'analabetizzazione e l'gnoranza da parte della maggioranza del popolo. Quest'ultimo percepivano l'obbligo scolastico come un'opressione analoga a quella del servizio militare obliggatorio. Si temeva che un accesso di scuola portasse ad uno scoinvolgimento degli equilibri sociali. 2 Cuoco non pensava tuttavia ad un'unica scuola, bensì riteneva fosse necessaria una doppia organizzazione scuolastica poiché la mente delf'abitante di campagna era differente da quello della città, motivo per il quale era necessario possedere due differenti tipologie di istruzioni a seconda dell'estrazione sociale. 3 Secondo Mazzini l'educazione poteva essere paragonata ad una "religione civile" dove la tradizione nazionale, in funzione del progresso sociale, morale e culturale di tutto il popolo, andava a formare le basi dell'insegmaneto.

PEDAGOGIA: VERIFICA PAGINA 305-306

  PEDAGOGIA: verifica a pagina 305-306 1 1. Nell’ottocento, uno dei fattori che condizionarono la nuova visione dell’infanzia fu la concezione romantica, che associava al bambino i caratteri di ingenuità e di libera affettività. 2. Le prime scuole specificamente destinate ai bambini furono aperte intorno al 1815 in Inghilterra e in Francia. 3. Nelle aree industriali, i bambini dei ceti popolari di solito frequentavano gratuitamente scuole organizzate dal Comune. 4. L'abate italiano ferrante Aporti proponeva la formazione precoce del bambino, dunque l'anticipazione della scuola elementare. 5. Secondo Froebel il bambino era come una giovane pianta, che ha un suo proprio sviluppo. 2 • Ambiente dialettofono: Ambiente nel quale si parlava prevalentemente in dialetto; dunque l'italiano veniva imparato con l'ingresso a scuola. -Kindergarten: asilo, luogo nel quale venivano messe a punto pratiche educative particolarmente efficaci che risentivano dell’influenza di Rousseau...

PEDAGOGIA: DOMANDE PAGINA 304

  PEDAGOGIA Pag. 304 domande 1. La città era in questo periodo investita da diversi problemi tra cui per esempio risse, furti, prostituzione, fenomeno del vagabondaggio e richiesta di elemosine. 2. In campo religioso spiccano nell'ambito cattolico le iniziative di Giovanni Bosco, Leonardo Murialdo, Ludovico Pavoni, Luigi Aiello e altri. Questi, come anche membri delle chiese protestanti, diedero vita a scuole, asili e orfanotrofi per i giovani. In campo laico invece furono importanti le iniziative avviate dai gruppi mazziniani e quelle della massoneria (Società di mutuo soccorso). 3. Le pratiche educative della “pedagogia povera" tentavano di rispondere direttamente all’esigenze dei ragazzi: assistenza materiale, ospitalità, istruzione e avviamento al lavoro. Si tendeva dunque a far prevalere l'interesse generale su quello personale e l’approccio era affidato alla consuetudine di premi e castighi da parte dell'educatore. Si trattava dunque di una pedagogia efficace su...

SOCIOLOGIA: LE RELAZIONI NELLA SOCIETA' POSTMODERNA E IL CONSUMISMO

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 LE RELAZIONI NELLA SOCIETA’ POSTMODERNA In questo periodo ci fu una crisi dei ruoli familiari. L’aspetto più evidente è la crisi dei ruoli tradizionali, cioè il progressivo venir meno della rigida distinzione dei compiti secondo il genere.  La maggior partecipazione femminile al mondo del lavoro e l’accresciuta flessibilità nelle norme dei valori sociali spingono verso una minore rigidità nella determinazione dei ruoli in funzione del genere. A tutto questo si accompagna una più ampia condivisione familiare delle scelte delle responsabilità.  L’emergere di una nuova soggettività femminile ha dato l’avvio a un ripensamento dei modelli identitari maschili.  Alcuni stereotipi dominanti nell’immaginario condiviso cominciano a perdere terreno nelle culture occidentali. L’egemonia storicamente determinata dagli uomini, il fatto cioè che i maschi abbiano sempre tendenzialmente ricoperto posizioni di potere in tutti i settori, pubblici e privati, ha iniziato a essere concep...

SOCIOLOGIA: LA SOCIETA' POSTINDUSTRIALE E LA SHARING ECONOMY

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 LA SOCIETÀ POSTINDUSTRIALE  L’evoluzione delle società occidentali è coincisa con le trasformazioni nel mondo del lavoro. Le trasformazioni più recenti hanno interessato la distribuzione dell’occupazione fra i diversi settori di attività (agricolo, industriale, dei servizi).  Da alcuni decenni a questa parte infatti si è registrata in tutti i paesi industrializzati un continuo espandersi del settore terziario a discapito dell’industria e dell’agricoltura. Nei paesi del mondo occidentale oggi solo una parte minoritaria della popolazione è impegnata nell’industria. Questa terziarizzazione dell’economia è dipesa dalle continue innovazioni tecnologiche. Come conseguenza, aumenta la quantità di lavoratori che trova impiego nel terziario, dove l’innovazione tecnologica non riduce l’occupazione, ma crea nuove professioni e quindi nuove opportunità di lavoro.  Per questo motivo le società occidentali odierne vengono spesso definite anche società postindustriali, in esse il ...

SOCIOLOGIA: LA SOCIETA' POSTMODERNA

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Nelle scienze sociali la fortuna del concetto di post moderno si deve al filosofo francese Lyotard, che ha parlato, per la prima volta, di postmodernità per descrivere la condizione della cultura contemporanea. Per Lyotard ciò che caratterizza fondamentalmente l’epoca postmoderna è la fine delle ‘grandi narrazioni’. Nel corso della storia tutte le società si sono basate su grandi interpretazioni del mondo, le narrazioni, che hanno cercato di mettere ordine nella realtà e spiegare in maniera organica e unitaria il senso delle cose. La fine delle grandi narrazioni significa che questi grandiosi racconti universali non hanno più presa sulle persone, che non vi cercano più la ragione di ciò che accade ne vi si rivolgono per capire come agire. Il dibattito postmoderno Il termine postmoderno ha sollevato diverse controversie. Il cuore della questione riguardava l’opportunità o meno di etichettare come ‘nuova’ l’attuale fase storica e culturale. Vi sono coloro che rifiutano il termine postmod...

PEDAGOGIA: GIUSEPPE MAZZINI

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Mazzini riprese alcuni aspetti del progetto educativo di cuoco, concordando nel ritenere il problema del rinnovamento politico dell’Italia una questione etica ed educativa. Senza la formazione di un popolo consapevole dei valori nazionali, sarebbe stato impossibile pensare al Risorgimento dell’Italia.  Mazzini fondò la giovine Italia, il cui scopo era quello di creare una generazione di giovani patrioti promotori di nuovi sentimenti mediante l’azione educativa. A livello educativo e scolastico egli fu molto importante per l’apertura di una scuola gratuita per fanciulli e adulti analfabeti. In Mazzini appaiono inscindibilmente legate la passione politica, l’educazione del popolo e la formazione della coscienza personale. Di cuoco condivideva la necessità dell’educazione popolare. Il fine dell’educazione era individuato nella presa di coscienza delle nuove esigenze poste dalla storia e nel riconoscimento della tradizione nazionale. Centrale nella riflessione di quest’uomo politico er...

PEDAGOGIA: COME FORMARE L'ITALIA UNITA E VINCENZO CUOCO

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 COME FORMARE GLI ITALIANI NELL’ITALIA UNITA  Nei decenni di metà ottocento, con la formazione dello stato unitario, la formazione dell’Italia unita dovette fare i conti con svariate difficoltà, come ad esempio la diffusa ignoranza della popolazione, che non riusciva a capire che cosa volesse dire ‘l’unità d’Italia’ e che percepivano l’obbligo scolastico come un’oppressione. A questo punto secondo Massimo d’Azeglio ‘fatta l’Italia’ occorreva ‘fare gli italiani’.  VINCENZO CUOCO  Cuoco fu il primo a sottolineare lo stretto rapporto fra il problema nazionale e la diffusione della scuola e dell’educazione popolare. Egli poneva l’educazione popolare come la chiave della futura evoluzione politica e sociale.  Secondo cuoco, bisognava provvedere a creare un sistema educativo aperto anche al popolo mediante una scuola non solo rivolta ai ceti benestanti, ma frequentata altresì da quelli inferiori. Cuoco non pensava a un’unica scuola. L’osservazione della realtà gli sug...

PEDAGOGIA: FRIEDRICH FROBEL E I GIARDINI D'INFANZIA

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Il nome Fröbel è associato a un’infanzia che cominciava a presentare tratti di notevole modernità: un bambino non più solo da alfabetizzare, ma al quale si riconosce anche il diritto di giocare e di apprendere attraverso il gioco in un luogo, il giardino d’infanzia, di libera espressione e di crescita non ancora condizionata dalle regole della vita adulta. Dopo un periodo trascorso accanto a Pestalozzi come assistente, nel 1817 Fröbel aprì la sua prima scuola.  In quello stesso anno diede alle stampe il primo saggio ‘progetto d’un piano per fondare e realizzare un giardino d’infanzia’, nel quale, esaltò l’opera educativa della donna e l’amore per i bambini, sostenuto dalla conoscenza e dalla rispetto delle leggi della crescita naturale.  Secondo Fröbel, scopo dell’educazione è la conoscenza della natura nella molteplicità delle sue forme. L’educazione è perciò chiamata a configurarsi come sostegno dell’autorealizzazione personale. Il gioco fu concepito da Fröbel come il barice...

PEDAGOGIA: FERRANTE APORTI E L'EDUCAZIONE INFANTILE

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In Italia il principale artefice della pedagogia infantile fu Ferrante Aporti. Egli ripose molte speranze nella formazione precoce dei bambini piccoli. Molte delle difficoltà incontrate nelle classi elementari a suo avviso erano causate dalla mancanza di un’adeguata preparazione prescolastica o dalle cattive abitudini acquisite in famiglia.  Aporti si lamentava che i bambini piccoli fossero costretti per l’intera giornata a stare immobile su delle sedie. Così, influenzato dalla lettura del manuale di Wilderspin egli volle creare un’anticipazione della scuola elementare destinata ai bambini tra i due anni e mezzo e i sei anni. Il programma delle scuole aportiane mirava allo sviluppo intellettuale, morale e fisico dei piccoli alunni.  Dal confronto tra il manuale di Wilderspin e le attività previste nelle scuole aportiane emergono numerosi punti di contatto: l’importanza attribuita all’insegnamento religioso posto alla base dell’educazione morale; la valorizzazione del forte spi...

PEDAGOGIA: LA CURA DELL'INFNZIA E LA 'PEDAGOGIA POVERA'

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A partire dei primi decenni del XIX secolo, l’interesse per l’infanzia riflette un’attenzione per il bambino e la sua educazione assai più complessa rispetto ai secoli precedenti. Attraverso Rousseau, Pestalozzi e Richter, si afferma la scoperta di un’età capace di vedere il mondo attraverso gli occhi dell’ingenuità e del sentimento, da crescere attraverso la dimensione affettiva e da correggere amorevolmente.  In una società nella quale i livelli di vita erano al limite di sopravvivenza, l’accresciuto numero di bambini comportò l’incremento di fenomeni quali l’accattonaggio e il vagabondaggio infantile. Nelle aree in cui si sviluppò la prima industria comparve un fenomeno inedito, il lavoro femminile extra casalingo.  È a causa di questi problemi che comparvero molte iniziative educative e assistenziali in favore dei bambini e dei ragazzi. L’infanzia era vista come età da proteggere mediante la moltiplicazione delle scuole infantili.