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Visualizzazione dei post da febbraio, 2021

PEDAGOGIA: DOMANDE A FINE CAPITOLO PAGINA 374-376-379

  DOMANDE DI FINE CAPITOLO: PEDAGOGIA   P. 374 1. Gli effetti che avuto la diffusione del pensiero positivista in Italia furono la modernizzazione dello Stato unitario la lineamento culturale con gli altri paesi europei è un aggiornamento culturale innovazione dei diversi campi del sapere come le scienze sociali e scienze politiche e gli studi economici. 2. I cambiamenti interessarono l’educazione in seguito all’arrivo del positivismo furono che essa era concepita come un campo di applicazione ampia e razionale delle leggi messe appunto sul piano biologico, psicologico, sociologico ed etico. 3. La scuola Secondo Gabelli serviva a esaminare senza pregiudizi i diversi aspetti della realtà in cui agiscono e capaci di esprimere un proprio criterio di giudizio di analisi.bisogna formare gente giovane senza dottrine fossili, senza idee preconcette, pronta da servar e ad esaminare qualunque cosa. 4. Nonostante si avvertisse il bisogno di incrementare l’educazione...

SOCIOLOGIA: DOMANDE A FINE CAPITOLO PAGINA 355-356

  DOMANDE DI FINE CAPITOLO: SOCIOLOGIA   p. 355 1. Quando le culture si confrontano si creano dei disagi sociali notevoli, che possono creare sitazioni di conflitto o di disgregazione sociale.  2. La società multiculturale è una società nella quale le diverse culture sono rispettate e valorizzate.  3. L'alternativa alla multiculturalità è l'assimilazione degli immigrati nella cultura di accoglienza.  p. 356  1. Il dibattito sulle differenze sociali nasce negli anni sessanta in nordamerica e vengono rivendicate la richiesta di integrazione sociale e di piena cittadinanza, sulla base del principio dell'uguaglianza di tutto il genere umano.  2. La democrazia liberale occidentale viene criticata perchè ha sempre avvantaggiato solamente le élite dominanti.  3. Perchè in questo modo vogliono ottenere riconoscimenti effettivi a sostegno delle diversità.  p. 358  1. Le richieste delle minoranze nazionali in Europa sono l'inclusione lavorati...

ANTROPOLOGIA: IL MITO

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  Il tema del mito, come quelli della magia, del rito e della religione, ha affascinato a lungo tanto gli studiosi di storia delle religioni quanto gli antropologi.  I miti fanno riferimento a eventi primordiali che avrebbero dato origine al mondo e all’aspetto che quest’ultimo possiede attualmente. Può trattarsi di cosmologie oppure di teogonia, come per esempio le lotte tra divinità o spiriti dal cui esito sarebbero dipese le sorti del mondo e dell’umanità. Alcuni studiosi ritenevano, in passato, che i miti fossero un modo inesatto di ricostruire o di giustificare eventi realmente accaduti. In realtà, anche nella società in cui i miti sono importanti esistono a volte forme di narrazione storica riconosciute come indipendenti e autonome dal mito.  Il mito presenta alcune caratteristiche peculiari. Innanzitutto ignora, o quasi, lo spazio il tempo e adesso tende a produrre una antropomorfizzazione della natura. Esso cioè attribuisce caratteristiche fondamentalmente umane, ...

ANTROPOLOGIA: IL MALOCCHIO

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  Parente stretto della magia è la credenza nel malocchio, l’idea che uno sguardo insistente o certe parole possano influire negativamente su cose o persone. La credenza nel malocchio è diffusa ovunque nel mondo, ma in certe aree è più intensa che altrove. Esso è qualcosa che sorge spontaneamente dall’atteggiamento di ammirazione di qualcuno per qualcosa. Dietro a ciò vi è, naturalmente, l’idea che ammirare voglia dire invidiare, e che l’invidia possa procurare un danno a chi o a ciò che è invidiato. In molti casi il malocchio rientra in un sistema di comportamento sociale o, come si direbbe, di ‘etichetta’, il quale non ammette che una persona guardi troppo fissamente qualcuno che non conosce o che si sia troppo intrusivi con complimenti o apprezzamenti relativi a cose o persone. Come si manifesta il malocchio? Nei modi più vari. A un individuo può capitare qualcosa di grave, o anche solo un inconveniente, ed ecco che scatta l’idea che costui sia stato colpito dal malocchio. Paren...

ANTROPOLOGIA: LA MAGIA

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  Dopo i progressi della scienza moderna, nella cultura predominante la magia viene considerata come la credenza ingenua nella possibilità di manipolare con l’uso di combinazioni e accostamenti di sostanze il corso degli eventi e la natura delle cose. Lo studio della magia come modo di pensare cominciò nell’ottocento. Da allora in poi con il termine ‘magia’ si è inteso indicare un insieme di gesti e formule verbali mediante cui si ritiene di poter influire sul corso degli eventi e sulla natura delle cose. James Frazer sosteneva che il pensiero magico aveva preceduto quello religioso nella storia dell’umanità. Egli aveva colto almeno due modalità del pensiero magico: limitazione e il contagio. L’imitazione’ è la credenza che, vestendosi della pelle di un certo animale, il cacciatore possa mimarne i movimenti e quindi influire sul suo comportamento. Il ‘contagio’ corrisponde invece all’idea che due cose, per il fatto di essere entrate in contatto tra loro, conservino, anche una volta...

SOCIOLOGIA: LA SOCIETÀ MULTICULTURALE

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Quando due culture molto diverse entrano in contatto si che era sempre il problema di conciliare usanze e valori che sono diversi o contrapposti. Le differenze culturali tra civiltà lontane sono sempre esistite, ma proprio la lontananza impediva che da esse nascessero conflitti. Uno degli effetti della globalizzazione è un imponente flusso migratorio di popolazioni dai paesi non sviluppati a paesi più industrializzati. Capita spesso di avere contatti con persone straniere provenienti da culture diverse. In questo modo, quando il patrimonio culturale di ciascuno entra in contatto con realtà molto diverse, esse possono mettere in dubbio la propria appartenenza, provocando un disagio sociale. I flussi migratori possono innescare conflitti perché chi emigra porta con sé un bagaglio culturale, che non coincide con quello della società d’accoglienza. Ogni persona ha delle pratiche culturali che considera irrinunciabili. Se la nuova società non li accetta, la persona immigrata vive una condiz...

SOCIOLOGIA: LA GLOBALIZZAZIONE

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  VERSO LA GLOBALIZZAZIONE  Il modo in cui gli attori sociali si collocano nello spazio e nel tempo influisce sulle possibilità sociali dei singoli individui e determinano i fenomeni sociali che caratterizzano ogni società umana.  Nella società preindustriale l'appartenenza alla comunità locale costituiva la fonte principale di  identità e integrazione sociale.  Nella società moderna industrializzata prevalgono i grandi centri urbani, dove vivono moltissime persone eterogenee tra loro: i legami sociali sono definiti dalle organizzazioni sociali di appartenenza.  Nella città si superano gli ostacoli legati alle distanze spaziali e quindi i limiti delle relazioni sociali tradizionali.  Nell'odierna società postindustriale, le nuove possibilità di movimento e comunicazione prospettano un quadro ancora diverso: i rapporti sociali tipicamente urbani si estendono su scala globale, senza aver bisogno dello spazio fisico urbano come contesto in cui realizzarsi...

PEDAGOGIA: GABELLI E VILLARI

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La cultura scientifica era vista come una grande occasione per sfuggire alla retorica, alle tesi precostituite, allo scontro ideologico e doveva essere impiegata, come suggeriva Gabelli, per capire le cose e formare delle teste, vale a dire persone in grado di esaminare senza pregiudizi i diversi aspetti della realtà in cui agiscono e capaci di esprimere un proprio criterio di giudizio e di analisi. Lo scopo della scuola era quello di preparare gente giovane di testa, senza idee preconcette, pronta ad osservare ed esaminare qualunque cosa.  Pasquale Villari suggeriva di guarire gli italiani dall’ampollosità dei grandi discorsi, dall’enunciazione di sommi principi e dalla tentazione di guardare più al passato che al futuro, e abituarli a esaminare in modo razionale le situazioni, elaborare giudizi, insomma formare persone disposte al cambiamento e a investire sul futuro. Villari riteneva che il metodo positivo potesse risultare di grande efficacia per risolvere i problemi dell’Itali...

PEDAGOGIA: LA PEDAGOGIA POSITIVISTICA

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  LA PEDAGOGIA POSITIVISTA IN ITALIA GLI ESITI DELL’AFFERMARSI DELLA CULTURA POSITIVISTICA In Italia la cultura positivista giunse con un certo ritardo rispetto a Francia, Inghilterra e Germania. I metodi e i risultati delle scienze sperimentali furono utilizzati per combattere i pregiudizi e l’ignoranza, per migliorare le condizioni di vita soprattutto sul versante igienico e per creare una convivenza disciplinata. Nel positivismo italiano si trova in genere una forte componente dogmatica, sostenuta dalla convinzione di avere finalmente imboccato la via della verità, del progresso e dell’educazione libera da qualsiasi vincolo. Alla pedagogia in quanto scienza dell’educazione fu chiesto di considerare l’uomo non per quello che poteva o doveva essere, ma per quello che risultava sulla base delle analisi biologiche e sociali. La pedagogia doveva perciò affidarsi alle leggi dettate dalla scienza sperimentale.

PEDAGOGIA: DURKHEIM

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  ÈMILE DURKHEIM: L’EDUCAZIONE COME SOCIALIZZAZIONE Durkheim è indicato come uno dei fondatori della moderna scienza sociale. Nei suoi numerosi scritti si occupò di molteplici tematiche: divisione del lavoro e declino della solidarietà nella società industriale, studio dei fenomeni sociali totali e rapporto fra religione e società. Lo studioso concentrò i suoi studi sui modi di agire e di pensare collettivi e il funzionamento delle istituzioni, applicando le leggi dell’evoluzione all’analisi sociale. Durkheim è considerato uno dei più formidabili studiosi della società borghese.  Per il sociologo l’educazione non era il risultato di teorie precostituite, ma il frutto dell’ambiente nel quale l’individuo vive. Diversamente da Spencer, ritenne però che l’educazione varia, da un lato, a seconda delle condizioni storiche e delle classi sociali e, dall’altro, su una base di norme, sentimenti e modelli di comportamento. Esiste cioè assoluta dipendenza del sistema formativo dalla stru...

PEDAGOGIA: HERBART SPENCER

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  HERBART SPENCER: L’EDUCAZIONE COME FATTO NATURALE Herbart Spencer elaborò una teoria filosofica di impianto evoluzionista intorno a cui ordinò una complessiva rivisitazione del sapere umano, compreso quello pedagogico. Nel suo primo scritto, l’ipotesi dello sviluppo, egli presentò la tesi dell’evoluzione come legge universale valida per tutti gli ambiti della realtà. Secondo lo studioso inglese, la legge dell’evoluzione poggia su tre caratteristiche specifiche: il passaggio da una forma meno coerente a una più coerente; il passaggio dell’omogeneo all’eterogeneo; Il passaggio dall’indefinito al definito.  L’intelligenza umana altro non sarebbe, secondo Spencer, che un dato ereditario consolidato durante l’evoluzione mediante un progressivo accumulo di esperienze. Egli riteneva che l’educazione dell’uomo dovesse svolgersi tenendo conto prima di tutto della sua condizione di essere naturale.  Il fine dell’educazione è strettamente legato alla concezione dell’uomo naturale ...

PEDAGOGIA: LA PEDAGOGIA NELL’ETÁ DEL PROGRESSO

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In Europa nella seconda metà del XIX secolo si diffuse il positivismo. Questa corrente di pensiero ritiene che la conoscenza empirica e le scienze costituiscono l’unica guida valida per l’uomo. Modernità e scienza si presentarono dunque come categorie strettamente e indissolubilmente intrecciate.  La modernità scientifica si alimentò in primo luogo dell’idea di progresso posta da Auguste Comte. Egli ricostruì l’intera storia dell’uomo alla luce della nozione di progresso. La scienza e il metodo sperimentale sono le vie maestre per accedere alla conoscenza e alla verità in modo definitivo e corretto.  Il secondo principio della modernità scientifica è posto nella nozione di evoluzione. Le scoperte naturalistiche di Charles Darwin misero in discussione l’idea di un’identità umana stabile e sempre uguale a se stessa. Con Darwin cambiava il posto dell’uomo nella natura, visto come esito di un complesso gioco di forze naturali. L’educazione alla quale pensavano i positivisti andava...