PEDAGOGIA: LA PEDAGOGIA NELL’ETÁ DEL PROGRESSO

In Europa nella seconda metà del XIX secolo si diffuse il positivismo. Questa corrente di pensiero ritiene che la conoscenza empirica e le scienze costituiscono l’unica guida valida per l’uomo. Modernità e scienza si presentarono dunque come categorie strettamente e indissolubilmente intrecciate. 

La modernità scientifica si alimentò in primo luogo dell’idea di progresso posta da Auguste Comte. Egli ricostruì l’intera storia dell’uomo alla luce della nozione di progresso. La scienza e il metodo sperimentale sono le vie maestre per accedere alla conoscenza e alla verità in modo definitivo e corretto. 
Il secondo principio della modernità scientifica è posto nella nozione di evoluzione. Le scoperte naturalistiche di Charles Darwin misero in discussione l’idea di un’identità umana stabile e sempre uguale a se stessa. Con Darwin cambiava il posto dell’uomo nella natura, visto come esito di un complesso gioco di forze naturali. L’educazione alla quale pensavano i positivisti andava vista come un fatto naturale da esplorare con i metodi scientifici offerti dalla biologia, dalla psicologia e dalla sociologia. 
Per marcare la novità si cominciò a parlare non più di pedagogia, ma di scienze dell’educazione. Alla pedagogia-scienza dell’educazione la modernità scientifica affidò il compito di garantire l’ordinato sviluppo della società.




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