ANTROPOLOGIA: IL MALOCCHIO
Parente stretto della magia è la credenza nel malocchio, l’idea che uno sguardo insistente o certe parole possano influire negativamente su cose o persone. La credenza nel malocchio è diffusa ovunque nel mondo, ma in certe aree è più intensa che altrove. Esso è qualcosa che sorge spontaneamente dall’atteggiamento di ammirazione di qualcuno per qualcosa. Dietro a ciò vi è, naturalmente, l’idea che ammirare voglia dire invidiare, e che l’invidia possa procurare un danno a chi o a ciò che è invidiato. In molti casi il malocchio rientra in un sistema di comportamento sociale o, come si direbbe, di ‘etichetta’, il quale non ammette che una persona guardi troppo fissamente qualcuno che non conosce o che si sia troppo intrusivi con complimenti o apprezzamenti relativi a cose o persone. Come si manifesta il malocchio? Nei modi più vari. A un individuo può capitare qualcosa di grave, o anche solo un inconveniente, ed ecco che scatta l’idea che costui sia stato colpito dal malocchio. Parente stretto del malocchio è la credenza che certi atti, soprattutto involontari, portino sfortuna, che possono essere cioè all’origine di una serie di eventi negativi per proteggersi dai quali bisogna ricorrere a gesti e formule precise, come ad esempio rompere uno specchio procuri guai per un certo numero di anni. Allora, come antidoto, si compiono gesti o si pronunciano parole per annullare i potenziali rischi derivanti da tali eventi. Le formule e i gesti a cui si ricorre per parare l’eventuale danno procurato da questi atti si affiancano alle formule pronunciate e ai gesti compiuti per prevenire la sfortuna. Il tutto forma un complesso di credenze che tende a sottolineare la precarietà dell’equilibrio su cui si regge la nostra vita.

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