PEDAGOGIA: MARIA MONTESSORI

Maria Montessori, simbolo dell’educazione nuova, nacque ad Ancona nel 1870. Entrò nella clinica psichiatrica di Roma e cominciò a occuparsi del recupero intellettivo dei soggetti anormali. Nel 1900 fu incaricata di dirigere la scuola magistrale ortofrenica di Roma, nella quale si avvalse, per le sue innovazioni, di una classe di bambini deboli mentali. 

Fu in seguito incaricata di aprire e dirigere una serie di scuole infantili, denominate case dei bambini. Nel 1909 Maria Montessori espose il risultato della sua iniziativa nel volume “il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case dei bambini”. In breve tempo le case dei bambini si moltiplicarono in Italia, e all’estero il metodo montessoriano fu appoggiato da molti. 
La casa dei bambini era frutto di osservazioni e scelte compiute sul campo. In tal senso Montessori lo definì un laboratorio di psicologia. Queste nuove scuole infantili, destinate ai bambini fra 3-6 anni, si caratterizzarono per un’organizzazione dell’ambiente a misura di bambino. L’arredo scolastico e i materiali didattici erano predisposti in modo che ogni elemento potesse essere agevolmente maneggiato e spostato. Gli oggetti non erano più nelle mani del maestro, ma sono offerti alla libera scelta degli allievi. Viene abolito il banco, che limita il bambino, e al suo posto sono sistemati piccoli tavolini.
All’insegnante è attribuito un compito non direttivo, bensì di consiglio, aiuto, sostegno e stimolo. Per quanto riguarda il materiale didattico, erano utilizzati i solidi da incastrare, blocchi, tavolette, figure e solidi geometrici. Questo materiale aveva la funzione di stimolare i sensi del bambino. Nelle case dei bambini era prevista inoltre una serie di attività sociali.
Montessori andò rielaborando determinate parti della sua pedagogia sia per rispondere ad alcune critiche, sia in riferimento alle scoperte della psicoanalisi. Il testo più importante è ‘la mente del bambino’. In questo saggio la Montessori ricorre a un’espressione propria del linguaggio astronomico -le “nebule“- per indicare specifiche sensibilità che si risvegliano nel corso dello sviluppo psichico. La mente del bambino è assorbente per il suo straordinario potere di assimilazione, che si compie attraverso varie forme di attività mentali e pratiche: la creatività, la fantasia, il gioco. 
Le novità della teoria pedagogica 
La novità della pedagogia montessoriana consiste nel metodo di lavoro: è una pedagogia elaborata a partire da esperienze reali anziché essere basata su una teoria precostituita. Dal punto di vista dei contenuti si costituisce intorno all’originale interpretazione del triangolo bambino-ambiente-insegnante. Il bambino va posto nelle condizioni di poter liberamente svolgere le proprie attività, si tratta di affrancarlo dai vincoli precostituiti e di puntare sulla sua autoeducazione. 
La liberazione dell’infanzia consiste in un progetto costruttivo basato sul rispetto della personalità del bambino e sulla predisposizione di condizioni adatte al suo sviluppo. L’ambiente ha una funzione decisiva nel rendere più o meno attivo l’alunno: quanto più esso offre stimoli, crea situazioni, suggerisce attività, tanto maggiore è la sua forza educativa. L’ambiente può aiutare o può distruggere i buoni propositi dell’individuo; deve essere misurato negli stimoli, proporzionato alle forze fisiche e psichiche infantili, ordinato in modo che ogni oggetto abbia il suo posto e sia a portata delle mani del bambino.
Il rinnovamento dell’educazione è quindi strettamente legato alla preparazione di nuovi maestri. Montessori parla della necessità di formare maestri scienziati. Mediante la formazione scientifica il maestro acquisisce un nuovo abito mentale, fondato sull’osservazione, e in questo modo crea le condizioni migliori per lo sviluppo sereno dei più piccoli. 
Maria Montessori si confrontò, inoltre, con le tesi psicoanalitiche di Sigmund Freud, condividendo l’ipotesi del subconscio quale elemento significativo per la formazione della personalità e fattore motivante dell’attività individuale. La studiosa rifiutò tuttavia la spiegazione che le pulsioni fossero tutte riconducibili alla dimensione sessuale. 
La liberazione del bambino dalle pressioni esercitate dal mondo degli adulti era invece proposta da Maria Montessori come un impegno morale di tutti per svelare e risolvere i conflitti tra le esigenze del mondo infantile e le aspettative del mondo adulto. All’insegna della fede nelle potenzialità del bambino, Maria Montessori elaborò un piano educativo basato sulla capacità di auto apprendimento, realizzato in un clima libero e senza coercizioni. La casa dei bambini si offre come un ambiente dinamico, capace di mediare libertà e organizzazione, scoperta individuale e socializzazione. Essa costituisce il primo progetto per un’educazione dell’infanzia condotta su basi scientifiche, ma ricca di sensibilità affettiva.


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