PEDAGOGIA: ARISTIDE GABELLI

 ARISTIDE GABELLI 

Aristide Gabelli fu una personalità molto in vista nella vita scolastica dell’ultimo quarto dell’ottocento. A lui si deve il libro “il metodo di insegnamento nelle scuole elementari di Italia“ che aiutava a capire a quali finalità doveva rispondere e di quali metodologie doveva avvalersi la scuola elementare, ufficialmente obbligatoria per almeno tre anni, ma alla quale accedevano soltanto due bambini su tre. 

Gabelli svolse un’approfondita riflessione sulla natura della scuola elementare, sulle sue finalità e sui compiti dei maestri. Il punto di partenza era la domanda ‘a cosa serve la scuola?’. La risposta è che l’efficace della scuola è direttamente proporzionata alla capacità dei maestri di essere aderenti alle esperienze infantili. Gabelli auspicava l’impiego di un metodo intuitivo in quanto produceva alla fine del processo formativo un individuo capace di pensare con la propria testa. Il metodo di Gabelli appare meno preoccupato di dettagliare ogni passaggio didattico e più attento alla natura della psicologia infantile. Nel metodo herbartiano l’allievo è, in pratica, un personaggio senza volto e il primo e centrale protagonista dell’agire educativo è il maestro. In quello di Gabelli è presente, invece, una sensibilità pedagogica più attenta alle dinamiche infantili fino a fare del fanciullo un protagonista attivo e consapevole. 




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