Post

PEDAGOGIA: BAMBINI E DONNE TRA SETTECENTO E OTTOCENTO (RICHTER E ITARD)

Immagine
  BAMBINI E DONNE TRA SETTECENTO E OTTOCENTO Johann Paul Friedrich Richter Richter acquisì grande notorietà come scrittore e romanziere. Come scrittore di questioni educative, Richter si contraddistinse sia per la sensibilità e per l’empatia che mostrò nei confronti del mondo infantile, sia per la delicatezza e la profondità con cui seppe descrivere il comportamento e la psicologia dei bambini. In Richter il bambino non veniva solo presentato come la speranza per il mondo di domani, ma era anche il depositario della capacità di guardare alla realtà nel modo giusto, ovvero in maniera ingenua e ottimistica. Egli era convinto che la crescita del bambino avesse bisogno soprattutto di condizioni favorevoli, che dipendevano principalmente dagli adulti. Richter proponeva la creazione di un’atmosfera educativa concreta, fatta di situazioni plausibili, attraverso le quali l’adulto viene guidato alla scoperta non solo dell’infanzia, ma anche di se stesso. Jean-Marie-Gaspard Itard Itard era u...

PEDAGOGIA: LA RIVOLUZIONE E L'INFANZIA: DAL BAMBINO INNOCENTE AL FANCIULLO SOLDATO

Immagine
  LA RIVOLUZIONE E L’INFANZIA: DAL BAMBINO INNOCENTE AL FANCIULLO SOLDATO In questo decennio il bambino fu eletto simbolo della purezza e dell’innocenza, metafora dell’uomo nuovo, non corrotto dal passato. Tale idealizzazione fu elemento centrale della propaganda francese; la Francia avrebbe forgiato una ragazza sana, forte e virtuosa, educata alla frugalità e al lavoro. Nei progetti educativi il lavoro manuale e la fatica fisica erano concepiti come mezzi efficaci per fortificare la volontà e così il bambino, abituato a compiere lavori faticosi, sarebbe divenuto un eccellente soldato. Si verificarono inoltre anche cambiamenti nel modo di intendere l’assistenza all’infanzia e agli orfani. Il duca di La Rochenfoucauld rimarcò l’importanza del legame affettivo madre-figlio. Riteneva che solo l’educazione familiare poteva garantire un’adeguata formazione morale. Era dunque necessario prevenire l’abbandono. Il 18 agosto 1792 si arrivò alla promulgazione di una legge sull’adozione che...

PEDAGOGIA: PESTALOZZI E LA FORZA DEI SENTIMENTI + LA MADRE COME MODELLO DI DEDIZIONE EDUCATIVA

Immagine
  LA FORZA DEI SENTIMENTI L’apporto più grande di Pestalozzi riguarda il ruolo educativo della madre e il valore degli affetti. Egli invertì la scala di valori, additando agli uomini come profondamente educativo il modello femminile. Anche i padri, i maestri e gli educatori devono rapportarsi ai bambini in modo affettuoso. Il maestro, era descritto come un padre, o meglio, come una madre, e dimostrava apertamente il suo affetto agli allievi. Pestalozzi manifestava un rapporto ambivalente rispetto a Rousseau, accoglieva il concetto di maternità come missione naturale della donna, la cui prima manifestazione era individuata nell’allattamento. Mostrando l’importanza dell’attaccamento materno si può notare il sano sviluppo emotivo e morale dei figli. LA MADRE COME MODELLO DI DEDIZIONE EDUCATIVA Nell’introiettare questo modello di dedizione, il bambino lo assorbiva per imitazione, acquisendo in tal modo il senso morale, la capacità di donarsi e di aiutare gli altri. Il senso morale an...

PEDAGOGIA: PESTALOZZI

Immagine
  JOHANN HEINRICH PESTALOZZI VITA Pestalozzi visse in Svizzera nel periodo del romanticismo. Nacque a Zurigo nel 1746. A un certo punto della sua vita incontrò Anna Schutthess, che sposò e con la quale iniziò la sua prima impresa educativa, l’impresa agricola di Neuhof. Si trattava di un istituto per ragazzi poveri che forniva un’istruzione elementare e preparava al lavoro. Qui applico principi abbastanza tradizionali dell’educazione popolare: lettura, scrittura e apprendimento di un mestiere. Nei successivi 10 anni egli intraprese una teoria personale educativa che si radicava sul pensiero di Rousseau, leggendo l’Emilio che incise profondamente sul suo animo.

SOCIOLOGIA: IDENTITA' E SOCIALIZZAZIONE

Immagine
L'inserimento dell'individuo nella società e la trasmissione del patrimonio culturale di quest'ultima di generazione in generazione sono due lati di un unico processo, la socializzazione. Ogni individuo, per vivere nell'ambiente sociale e interagire con gli altri, ha bisogno di apprendere le norme, le usanze, le posizioni gerarchicamente strutturate del tessuto sociale in cui si trova. Al contempo, per tutelare la stabilità della vita sociale e garantirne la continuità, ogni collettività trasmette a chi ne voglia far parte le strutture organizzative, le norme e le credenze in essa vigenti. Sebbene variabile nei contenuti, il processo di socializzazione è presente in ogni società. Le modalità attraverso cui un individuo viene socializzato sono frutto dell'interazione di meccanismi biologici, cioè quelle condizioni genetiche che sono il presupposto perché l’individuo possa imparare a compiere determinate operazioni complesse (predisposizioni genetiche) e culturali (fo...

SOCIOLOGIA: ERVING GOFFMAN

Immagine
Tra i più importanti contributi di Goffman si annovera quello di aver elaborato una sociologia della vita quotidiana, sviluppando un modello detto ‘drammaturgico’. Goffman descrive la vita sociale come un palcoscenico su cui gli individui si muovono come attori che interpretano la propria parte, mettendo in luce come l’agire umano non sia sempre solo strumentale, finalizzato a determinati obiettivi, ma sia il più delle volte ampiamente influenzato dal modo in cui l’individuo vuole apparire agli altri e dal modo che egli ritiene migliore per controllare le impressioni che desta negli altri.